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Natura \ Percorsi Occitani


Il Sentiero di Valle,
famoso circuito escursionistico,
con tappe che coprono l’intera Valle Maira.



PERCORSI OCCITANI

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Le prime due  tappe del Sentiero di Valle attraversano il territorio di Roccabruna:

S. ANNA DI ROCCABRUNA - VILLAR SAN COSTANZO

E’ l’ultima tappa dei “Percorsi Occitani” oppure, in senso inverso, la prima.
Si lascia S. Anna di Roccabruna per seguire la carrareccia forestale che inizia dalla piazzola presso la cappella, sale ai piedi del rifugio dei partigiani garibaldini e volge verso levante con un susseguirsi di continui saliscendi nel fitto bosco che riveste l’ampia comba di Roccabruna, ai piedi del Colle di Palma Scura. Si taglia così tutto il vallone con percorso semicircolare, raggiungendo in un’ora la base della parete di Rocca Cubiera (1307 m.), monolito verticale che funge da palestra di arrampicata, e la vicina suggestiva sella alle spalle della Rocca del Castellazzo. Su quest’ultimo promontorio roccioso spiccano una croce ed una statua della Madonna; un sentiero ne raggiunge facilmente la panoramica vetta (1256 m) che domina Dronero.
Dalla sella ci si inserisce nella carrareccia che discende dal Colle di Valmala e la si segue verso destra, mentre con tornanti a tortuoso percorso divalla transitando presso la borgata Castello (1027 m), che si lascia sulla sinistra per raggiungere infine la borgata Parrocchia (1076 m). Una stradicciola scende verso levante, supera un breve avvallamento e porta in pochi minuti all’antica cappella di S. Giovanni (946 m): di qui la strada scende inserendosi nel vallone. Lascia diramazioni secondarie per le borgate Tiauda, Oggero e Copetto e scende per un breve tratto nel fondovalle sino ad incrociare la viuzza che a destra porta a Grangette ed a sinistra va al nucleo di Toschia (800 m), dalle quali una mulattiera nella comba boscosa sale all’isolata cascina Bollo (957 m) in una radura del costone che separa la conca di Roccabruna da quella di Villar San Costanzo.
Basta ora seguire la strada che scende verso sud per aggirare il costone spartiacque; la via con tortuoso percorso raggiunge così il monumentale complesso di S. Costanzo al Monte (800 m), illustre esempio romanico a due piani sovrapposti. Si segue ancora la rotabile che divalla verso Dronero, ma dopo pochi km la si abbandona prima di arrivare all’altro famoso santuario di S. Maria Delibera: si deve infatti utilizzare una tortuosa viuzza che divalla nel bosco verso sinistra ed in breve tocca il fondovalle.
Siamo alla periferia di Villar San Costanzo 605 m.
Ore 3.30 da S. Anna di Roccabruna.

A Villar sorge la settecentesca parrocchiale derivata dal rifacimento dell’arch. Francesco Gallo dell’antichissima Abazia del Canneto, dedicata ai santi Vittore e Costanzo, risalente al periodo fra il VI ed il VII secolo. Recenti restauri hanno messo in luce importanti affreschi del “Maestro del Villar” Pietro da Saluzzo del 1400.
Poco a nord sorge la Riserva Naturale Speciale dei Ciciu del Villar, curiosi ed interessanti fenomeni geologici, unici nel loro genere.
 

Rocca Cubiera, presso il bivio del Castlas

Il versante sommitale del Monte San Bernardo

 

S.ANNA DI ROCCABRUNA - PAGLIERO

Due passi nella storia fra i boschiFrutteti nelle radure: il melo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tappa breve che scavalca ampi valloni laterali, mantenendosi in quota a monte dell’abitato di San Damiano Macra.
A Pagliero, terra d’origine dei fratelli Zabreri, maestri della scultura in pietra, meritano una visita alcune opere, quali il fonte battesimale (1450) ed i capitelli delle colonne nella parrocchiale.

Si lascia Pagliero seguendo in discesa la bella rotabile asfaltata che verso levante scende al capoluogo S. Damiano Macra. Dopo circa 1 km la rotabile raggiunge il fondo del vallone; qui si segue una diramazione sterrata che si eleva verso sinistra sino alla borgata Molineri di Pagliero (977 m). Da queste case un vecchio sentiero dapprima pianeggiante poi con una serie di tornanti guadagna la sommità del costone (1139 m), che verso levante dà accesso al vallone dei Foresti, costellato di borgate.

Una rotabile sterrata corre a breve distanza dal costone terminando alla borgata Mostiola (1117 m), in una bella radura del bosco. Di qui una mulattiera (che inizia presso una fontana) aggira la verde conca alle spalle della borgata, passando vicino ad antichi fienili e si insinua con saliscendi verso levante nel castagneto doppiando una costa rocciosa.
Ad un successivo bivio si segue il ramo di sinistra che dopo un’isolata baita raggiunge la carrareccia che in breve porta alla borgata Roi (1212 m).

Al centro della borgata sorge un isolato campanile: la sua cappella (San Chiaffredo) è stata invece costruita a qualche centinaio di metri da Roi, lungo la strada che volge verso levante. La bella cappella è dotata di ampio portico che protegge la facciata.
Non resta ora che continuare lungo la rotabile, la quale subito oltre la cappella di San Chiaffredo si sdoppia: si trascura il ramo che sale a sinistra per proseguire lungo il ramo principale che con continui saliscendi taglia i valloni che confluiscono in basso nel vallone di Rio Chiabrera, scavalca un paio di ampi costoni boscosi e sale infine ad una suggestiva sella fra betulle e pini.
Di qui scende in una bella radura, dove sorgono casolari ristrutturati e con tratto finale pianeggiante raggiunge la piazza attorno all’antica cappella di Sant’Anna (1232 m) .
Ore 3 da Pagliero.

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